OLI ESSENZIALI, UN MONDO DI FRAGRANZE.

OLI ESSENZIALI, UN MONDO DI FRAGRANZE.

Gli Oli Essenziali rappresentano, fra tutti i prodotti naturali di origine vegetale, una delle sostanze piu complesse e concentrate, con proprietà – anche salutistiche – molto eterogenee, seppure spesso con una comune matrice come ad esempio succede per gli agrumi, dove l’estratto di Arancio (Citrus aurantium) da cui si ottengono, per distillazione dei rami fogliati e dei fiori rispettivamente gli oli essenziali Petitgrain e Neroli e per spremitura del pericarpo l’essenza di Arancio amaro che sono tutti accomunati da una generale nota di sedazione, diversificata in intensità secondo il tipo di essenza. Ulteriori esempi sono rappresentati da Angelica (Angelica archangelica) radici e frutti, Cannella di Ceylon (Cinnamomum verum) foglie e corteccia, e molti altri

In considerazione del fatto che gli oli essenziali non sono né alimenti, né cosmetici, né tanto meno farmaci, in quanto non corrispondenti alle definizione e alle caratteristiche richieste per tali categorie, essi sono per lo più catalogati come composti chimici di origine naturale. Di conseguenza, il relativo quadro normativo europeo impone di adottare l’insieme delle specifiche CHIP3 – (Chemicals Hazard Information and Packaging for Supply), che segnalano adeguatamente e per chiari punti all’utente le avvertenze di rischio e i comportamenti di prudenza, inclusa la dicitura “Solo per uso esterno”: indicazione unicamente da intendersi per prevenire un uso improprio degli OE da parte del consumatore, qualora non fosse debitamente informato sulle caratteristiche del prodotto. Considerando che gli oli essenziali di origine naturale, ricavati da piante coltivate o spontanee, sono fitoderivati molto concentrati in sostanze biologicamente attive, è importante che il consumatore si affidi alla professionalità degli Operatori del settore per disporre di informazioni e rassicurazioni precise ed esaurienti in merito all’essenza scelta e alle modalità corrette di utilizzo.

Diversi sono i metodi usati per estrarre le essenze dalle piante aromatiche e la scelta del procedimento dipende principalmente dalle caratteristiche della pianta trattata, dalla consistenza della parte vegetale che contiene l’olio essenziale e dalle caratteristiche chimico-fisiche di quest’ultimo.

Il distillato: l’olio essenziale da distillazione in corrente di vapore. è un estratto ottenuto con un metodo che si applica alla maggior parte delle piante aromatiche e sfrutta le proprietà chimico/fisiche delle essenze, in particolare la loro volatilità (leggerezza). Consiste nel separare l’olio essenziale dalla pianta originaria servendosi di vapore acqueo, che salendo nel cesto riempito di erbe officinali raccolte nel tempo balsamico investe i tessuti vegetali, rompe i legami e trasporta con sé l’essenza. Dal processo si ottengono due prodotti finali: il distillato e l’acqua aromatica. Il primo, più denso e leggero, rimane in galleggiamento, mente la seconda è acqua purissima che deriva dalla condensazione dello stesso vapore e profumata da una piccola frazione (meno dell’1%) d’essenza disciolta in essa. L’Acqua Aromatica è spesso preziosa anche più dell’olio essenziale e trova applicazione in fitocosmesi, liquoreria, oppure può essere riutilizzata per generare nuovo vapore.

La spremitura: è un procedimento meccanico cui sono sottoposti principalmente gli agrumi (Arancio, Limone, Bergamotto, Mandarino, Cedro, ecc.). La scorza del frutto, o pericarpo, presenta ghiandole superficiali nelle quali si accumulano essenze estraibili con una pressione operata a freddo con apposite apparecchiature. Questo metodo ha sostituito quello manuale (sfumatura), molto tossico, cui anticamente erano dediti donne e bimbi, strizzando le bucce su spugne che, una volta intrise erano a loro volta spremute in un recipiente di raccolta.

Assoluta: è il risultato di un’estrazione con solventi, utilizzata per piante dal profumo delicato, poco ricche in essenza e facilmente alterabili dall’aumento di temperatura, come Gelsomino, Rosa e Vaniglia. La pianta aromatica è messa in un’apparecchiatura dove viene attraversata da un solvente organico. Da questa fase di lavorazione si ricava la concreta, una massa solida che include, oltre all’essenza, cere ed altri composti. Questi sono in seguito separati con un lavaggio in alcol etilico e successivi passaggi, fino a ottenere l’assoluta. Dopo l’estrazione il solvente utilizzato è fatto evaporare. Da tempo alcune sostanze tossiche (etere di petrolio, benzene), proibite per legge, sono statre sostituite da anidride carbonica supercritica (totalmente atossica), da gas liquefatti impiegati nella nuova classe dei refrigeranti e in qualche caso da esano (idrocarburo volatile non tossico).

Oleoresina: è una sostanza aromatica di aspetto cristallino, fluido o viscoso che sgorga spontaneamente da alcune piante essenzifere, soprattutto di origine tropicale, nel cui tronco è sufficiente praticare un’incisione (Benzoino).

Essenza Ricostituita: è un olio essenziale riprodotto artificialmente per disporre a costi contenuti di alcune delle caratteristiche qualità di essenze molto preziose o di scarsissima reperibilità. Si definisce quindi “ricostituito” un olio essenziale ottenuto in laboratorio. Il procedimento riguarda essenze molto pregiate o di scarsissima reperibilità, che possono essere riprodotte con una spesa contenuta: si individuano con opportune analisi le principali frazioni aromatiche che caratterizzano l’essenza originaria, allo scopo di associare sostanze corrispondenti, ottenute da altre essenze meno costose o per processi di sintesi. Essi sono spesso utilizzati nell’aromatizzazione di alimenti.

Qualità L’origine di un olio essenziale, il metodo con cui è stato ottenuto ed altri fattori, come il rendimento estrattivo, ne determinano una complessiva valutazione di pregio che fornisce indicazioni sulla qualità e sul suo campo d’impiego. Le caratteristiche dell’olio essenziale non sono immutabili, ma soggette a fattori che ne condizionano sia la composizione, sia la qualità: come la profumazione, il colore, la densità e la viscosità. Le condizioni ambientali in cui vive la pianta, la natura del terreno, le modificazioni annuali o stagionali di temperatura e umidità ed i fattori ecologici, condizionano dunque la quantità e la composizione dell’essenza da essa prodotta.

A volte, popolazioni di piante della stessa specie botanica, ma cresciute in luoghi differenti per altitudine, latitudine e caratteristiche del suolo, possono produrre oli essenziali con variabili chimiche significative.

Tali diversificazioni sono note ed estremamente apprezzate in funzione delle possibili applicazioni salutistiche, in quanto capaci di esaltare specifiche caratteristiche della specie.

Per quanto riguarda ad esempio la viscosità delle essenze, è interessante osservare, anche come semplice elemento di valutazione a disposizione del consumatore, che essa aumenta al diminuire della temperatura e tende generalmente a crescere con il passare del tempo, in relazione dunque all’invecchiamento.

SicurezzaGli oli essenziali sono sostanze piuttosto complesse, perché composte da diverse molecole chimiche, spesso biologicamente molto vivaci. Per questo si ricorre spesso in etichetta a indicazioni e frasi di sicurezza, come: la “croce di S.Andrea”, nera in campo arancio o la sigla “Xi” = irritante Queste sono le cosiddette indicazioni di rischio generiche, che sottolineano come diverse essenze possano irritare pelle e mucose. Frasi di sicurezza, come “Non utilizzare se non appropriatamente diluito”, “Solo per uso esterno”, “Evitare il contatto con gli occhi” indicano come ridurre il rischio d’irritazione insito nell’uso improprio di alcuni oli essenziali. Altre indicazioni spesso presenti in etichetta quali “Tenere lontano dalla portata dei bambini”, “Il non corretto utilizzo può essere dannoso per la salute”, “In caso di ingestione inappropriata non provocare il vomito e consultare subito il medico mostrando questa etichetta” richiamano invece l’attenzione su norme preventive e di buon senso.

Corretto utilizzo degli oli essenziali:le essenze si distinguono dagli altri fitocomplessi per l’alta concentrazione. Un grammo di olio essenziale puro, mediamente pari a 20 gocce, rappresenta spesso il contenuto di più di 100 grammi della pianta: ne amplifica quindi le potenzialità, ma anche i possibili rischi (allergie) dovuti ad un utilizzo improprio. Poiché questi dipendono prevalentemente dalla composizione chimica propria di ogni essenza, dalla quantità utilizzata e dalla modalità di somministrazione, è necessario sottolineare come sia importante utilizzare oli essenziali di qualità selezionata, ed è comunque buona regola evitare ogni olio essenziale sospettato di agire come sensibilizzante in caso di soggetti sensibili o allergici conservando le essenze lontano dalla portata dei bambini con età inferiore ai tre anni.

UTILIZZO IN DIFFUSIONE AMBIENTALE:l’olfazione esalta la nota aromatica degli oli essenziali ed influisce in qualche maniera sullo stato d’animo, sul tono, sulle emozioni e sulle prestazioni mentali. Le essenze naturali sostituiscono così gli economici ma sintetici e massificati prodotti industriali, premettendo si personalizzare l’ambiente in funzione delle necessità, dei gusti personali, della stagione o delle condizioni di salute. Per piccoli ambienti, come l’auto, la cabina armadio, ecc., si può diffondere l’aroma di un olio essenziale o di una miscela attraverso confezioni minispry o ponendone poche gocce su un fazzoletto di carta, sulla stoffa o su un batuffolo di cotone. Per l’ambiente si preferisce diluire gli oli essenziali o le loro miscele in alcol etilico e spruzzarli nebulizzati in una stanza. Durante la stagione invernale si possono aggiungere alcune gocce di olio essenziale o sempre meglio di una miscela all’acqua degli umidificatori per i termosifoni. In tutte le stagioni è possibile accendere i diffusori con candela, aggiungendo alla ciotola d’acqua alcune gocce di olio essenziale, indicativamente da 2 a 6, secondo l’ampiezza dell’ambiente. È sempre bene ricordare di mettere prima l’acqua nel contenitore in cui vengono posti gli OE per proteggere i recipienti. Gli Oli Essenziali più adatti per disinfettare l’aria sono senz’altro: Menta, Pompelmo, Cedro, Limone, Bergamotto, Eucalipto, Litsea, Pino. Oli essenziali ottimi per togliere gli odori di cucina possono essere individuati nell’Alloro, nel Cedro, nel Limone, nel Rosmarino, nella Santoreggia o nella Citronella. Oli essenziali per l’ambiente in cui asciuga la biancheria, evitando il formarsi di “odori d’umidità”: Cedro, Pompelmo, Petitgrain, Limone, Bergamotto, Lavanda, Lavandino, Rosmarino, Mirto, Alloro,; Legno Rosa, Palmarosa, Geranio, Petitgrain, Mandarino (profumazioni floreali); Noce moscata, Sandalo, Cannella (profumazioni speziate, legnose); Rosa, Ylang-Ylang, Vaniglia, Neroli (profumazioni romantiche). Oli essenziali per la stanza da bagno: Bergamotto, Limone, Citronella, Origano, Timo, Cannella. Oli essenziali per tener lontani gli insetti: Eucalipto, Lavanda, Citronella, Geranio.

Suffumigi:suffumigi con oli essenziali, pratica di antiche tradizioni familiari, rappresentano una forma di utilizzo intermedia tra l’olfazione per diffusione ambientale ed il moderno aerosol . Rispetto alla prima, le molecole aromatiche sono veicolate verso le vie respiratorie dal vapore acqueo e in quantità maggiore; in confronto al secondo sono interessate solo le prime vie aeree esterne ed interne (naso, cavo orale, gola) con lo scopo di lenirle e disinfettarle. La modalità è semplice, basta aggiungere alcune gocce di OE (da 2 a 6 secondo le caratteristiche dell’OE) in un recipiente di acqua bella calda, inspirando poi da naso e bocca i vapori che si liberano dalla superficie dell’acqua con l’ausilio di un asciugamano appoggiato sul capo.

Utilizzo di oli essenziali in aerosol:l’apposito strumento per aerosol dirige direttamente verso le vie respiratorie notevoli quantità di olio essenziale in forma nebulizzata, cioè in una dispersione di goccioline di ridottissimo diametro (dell’ordine di micron). In tali condizioni l’olio essenziale arriva in profondità a livello polmonare, dove manifesta le proprie attività salutistiche e passa rapidamente nella circolazione del sangue. Vista la potenza di tale pratica è bene ricorrervi solo dopo consiglio di persona esperta, non utilizzando oli essenziali in aerosol se si è soggetti a forme allergiche o a manifestazioni asmatiche, o lo si è stati in passato e tenendo ben presente comunque che qualunque sia la modalità di assunzione degli OE, vanno utilizzati esclusivamente prodotti di alta qualità e provenienza certa, in quanto la loro interazione con l’organismo interessa l’intero individuo e può provocare reazioni indesiderate, e talvolta anche violente e rapide (vedi Tea Tree usato puro e direttamente sulla cute)

La cura del viso e del corpo:gli oli essenziali, impiegati per l’igiene e la cura della pelle di viso e corpo, oltre ad essere apprezzati per il profumo esercitano interessanti proprietà aroma cosmetiche. In questo senso le essenze possono essere usate per massaggi localizzati o estesi a tutto il corpo, docce e bagni aromatici, maniluvi e pediluvi, applicazioni per trattamento di unghie e capelli, maschere e applicazioni su viso e collo, preparazione di profumi su base alcolica o oleosa. Gli oli essenziali hanno infatti un’elevata affinità per la pelle, che rappresenta per essi una barriera facile da superare, attraverso cui raggiungere velocemente il circolo. Ecco perché non utilizzare mai oli essenziali se non diluiti in miscela da persone esperte ed attenersi comunque alle posologie ed ai dosaggi evitando assolutamente di applicare oli essenziali puri sulle mucose (occhi, bocca, ano, vagina, ecc.).

Come diluire gli oli essenziali:la scelta del veicolo per l’utilizzo esterno di oli essenziali dipende dal tipo di applicazione. Per massaggi, maschere e applicazioni su viso e collo, o su unghie e capelli, si può ricorrere alla diluizione in olio privilegiando estratti come Jojoba, Cartamo, Mandorle ma anche Olio Extra Vergine di Oliva e tenendo conto delle variabili che modulano l’assorbimento cutaneo. Diversi fattori intervengono infatti sull’assorbimento come la condizioni della pelle, la ricchezza del film lipidico e lo stato di idratazione, ma anche la temperatura del corpo e la viscosità dell’olio utilizzato. E’ a questo proposito utile ricordare che una pulizia con detergenti vegetali incrementa l’assorbimento.

Scuola francese:alcune correnti di Aromaterapia, in particolare la cosiddetta Scuola Francese, promuovono l’assunzione di oli essenziali per bocca, metodo che valorizza e potenzia l’attività svolta da questi fitoderivati sugli equilibri delle flore e sul sistema nervoso, endocrino ed immunitario. Per la complessità degli obiettivi salutistici che si propone e per il vasto coinvolgimento dei diversi distretti , tra i quali gli organi emuntori deputati allo smaltimento delle molecole derivate dalla assimilazione/trasformazione degli oli essenziali ingeriti, sottolineiamo come l’uso per via orale sia pratica potenzialmente pericolosa (tossica) che non può prescindere da valutazioni mediche in merito all’opportunità, alle modalità ed alle posologie individuali.

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